UN FINE SETTIMANA SUL MONTE AMIATA

I colori del Monte Amiata (in Toscana) in autunno sono assolutamente indescrivibili e per chi ama la montagna, prima che si ricopra del suo mando bianco invernale e le temperature sono ancora piacevoli dovrebbe, trascorrervi almeno un fine settimana.

Lasciata la Statale che da Siena porta a Grosseto, svoltiamo in direzione Monte Amiata all’altezza di Paganico e percorriamo senza fretta i 40 chilometri che ci separano dalla nostra destinazione.

Osserviamo il lento mutare del paesaggio che scorre davanti ai nostri occhi; le dolci colline coltivate a grano, in parte già mietuto, di uno stupendo biondo estate, s’intersecano al verde scuro di grandi alberi secolari e di schiere di cipressi che corrono in file ordinate fino ad incantevoli casolari o a grandi tenute che si annunciano con cartelli ed insegne ben curate poste al loro ingresso.

I colori caldi ed intensi della terra s’intrecciano all’orizzonte con l’azzurro di un cielo splendidamente terso, ornato qua e là da qualche grande nuvola bianca.
Man mano che si sale, il paesaggio muta ed i campi coltivati a grano lasciano il posto a coltivazioni d’ulivo…olivi magnifici, grandi e possenti, posti su terrazzamenti ordinati che ben si integrano in un paesaggio in cui le tonalità dorate lasciano sempre più posto al verde di alberi ed arbusti.

Procedendo sulla strada per la vetta avvistiamo poi i primi castagneti.
I boschi di castagno in questa stagione sono pervasi da un’atmosfera calda ed avvolgente con le loro foglie che già iniziano ad imbrunirsi e i loro frutti già maturi. Niente di meglio di organizzare una sosta per fare una passeggiata e raccogliere un bel cesto di castagne.
La nostra meta finale però si trova ancor più su, nel mezzo della splendida faggeta che ricopre la sommità del Monte Amiata. Alberi altissimi, assolutamente regolari si innalzano verso il cielo e ci offrono con le loro alte fronde la frescura tanto agognata.

Per arrivarci abbiamo imboccato la strada delle Macinaie che porta verso la vetta passando per Prato della Macinaie che ci lasciamo alle spalle per proseguire fino ad arrivare al secondo Rifugio Cantore Marsiliana dove trascorreremo due giorni bellissimi.

Il nostro programma prevede come primo appuntamento una piacevole passeggiata nella splendida faggeta dell’Amiata. Camminiamo lungo quelle che d’inverno sono le piste innevate per lo sci di fondo.
La faggeta si innalza intorno a noi fresca ed umida con la sua quiete. Il crepitio delle foglie secche su cui camminiamo pervade ogni cosa.

Segue un’escursione guidata sulla Vetta del Monte con la seggiovia. Da quota 1400 saliamo a 1700 metri circa attraversando gruppi di nuvole che ci avvolgono e ci fanno rimpiangere di non aver portato con noi abiti più pesanti. La vista dalla vetta ci ricompensa però del freddo patito.
Ogni escursione è intervallata da pasti assaporati all’ombra di un grande faggio, sugli immensi prati che d’inverno ospitano le piste da sci.

Abbiamo modo così di assaporare i prodotti tipici della regione, le bruschette con l’olio locale, la polenta montanara, l’agliata, il pecorino col miele e l’acqua cotta. Sapori forti ed intensi più adatti alla stagione invernale, tuttavia assolutamente piacevoli alle temperature che la faggeta ci offre. Partecipiamo anche ad un interessantissimo corso introduttivo alla degustazione dell’olio che ci illumina sui metodi con cui sono eseguite le prove organolettiche cui sono sottoposti gli oli extra vergine di oliva.

La degustazione dell’olio ha naturalmente coinvolto una volta di più tutti quei sensi che questo fine settimana sul Cantore ha così intensamente sollecitato.